Alla ricerca di rendimenti in strategie alternative

Alternatives

Negli ultimi anni il settore della gestione patrimoniale ha dovuto affrontare un cambiamento senza precedenti che porterà a una rivoluzione completamente nuova in questo settore. I gestori patrimoniali si trovano ad affrontare un aumento graduale di due tendenze di investimento significative: investimenti responsabili/sostenibili e classi di attivo alternative (che comprendono principalmente hedge fund, fondi di private equity e investimenti immobiliari).

I clienti istituzionali e retail globali hanno aumentato il loro interesse per queste nuove possibilità di investimento. In particolare, recenti studi aziendali hanno dimostrato che gli investitori sono appassionati di soluzioni finanziarie che incorporano i criteri ESG (Environmental, Social, Governance, ovvero attività legate all’investimento responsabile (IR) che tengono in considerazione aspetti di natura ambientale, sociale e di governance) in investimenti alternativi.

Le ragioni di queste nuove tendenze di investimento sono dovute a diversi fattori: minori rendimenti interessanti negli investimenti tradizionali (obbligazioni e azioni), la necessità di una più ampia diversificazione del portafoglio e la maggiore enfasi sulle considerazioni di sostenibilità, in particolare dopo l’adozione dei PRI (Principles for Responsible Investment) lanciati dalle Nazioni Unite nel 2005 e la firma dell’accordo di Parigi sul clima (COP 21) nel 2016.

La crisi finanziaria globale ha avuto un impatto notevole sull’allocazione patrimoniale globale, a seguito del calo dei prezzi delle azioni nel 2008 e della riallocazione verso attivi meno rischiosi. Ciò ha comportato un aumento significativo della quota di obbligazioni e strumenti liquidi e un netto calo della quota di azioni. Da allora è in atto uno spostamento verso una “nuova normale” asset allocation (allocazione degli attivi), con un forte calo delle disponibilità in liquidità e strumenti del mercato monetario e un marcato aumento della quota di altre attivi, quali real estate, hedge funds, prodotti strutturati, investimenti in private equity e liability driven investing.

Lo spostamento verso altre attivi è guidato da una crescente domanda di rendimenti adeguati al rischio non correlati al mercato al fine di ridurre la volatilità dei portafogli, mentre il contesto di bassi tassi di interesse (ancora persistente nei mercati finanziari) ha incoraggiato gli investitori a ridurre la loro esposizione ad attivi liquidi. Parallelamente, la quota di attivi azionari si è leggermente ripresa ma è rimasta inferiore rispetto al 2007.

Questo nuovo trend di investimento ha colpito anche il nostro Belpaese. Infatti, anche in Italia gli investitori hanno iniziato a scandagliare le diverse strategie di investimento proposte dai gestori patrimoniali per ottenere maggiori rendimenti. E proprio le strategie alternative stanno attualmente vivendo un periodo di forte appealing, venendo prese in considerazione e successivamente incorporate sempre più nelle allocazioni tattiche (a breve termine) e strategiche (a medio-lungo termine) dei portafogli modello di fondi pensione, banche commerciali, assicurazioni e casse di previdenza.

I punti a favore che inducono gli investitori a considerare gli investimenti alternativi come una strategia ottimale sono diversi. Innanzitutto, gli investimenti alternativi in genere non sono correlati al mercato azionario, il che significa che aggiungono diversificazione a un portafoglio e aiutano a mitigare la volatilità totale del medesimo. Inoltre, questi investimenti possono anche offrire agevolazioni fiscali non disponibili la maggior parte delle volte negli investimenti tradizionali.

Come qualsiasi investimento, il tasso di rendimento per gli alternativi non è garantito, ma esiste la possibilità che sia superiore a quello degli investimenti tradizionali. I sostenitori di questa classe di attivo nei portafogli dei singoli investitori sostengono che ora quest’ultimi hanno accesso a investimenti sofisticati e rendimenti potenzialmente più elevati che fino a tempi relativamente recenti erano disponibili solo per le istituzioni, come fondi pensione e fondazioni.

Purtroppo, però, gli investimenti alternativi sono più complessi dei tradizionali veicoli di investimento. Spesso hanno commissioni più elevate e sono più volatili rispetto agli investimenti tradizionali come azioni, obbligazioni e fondi comuni di investimento. La maggior parte è investita in investimenti illiquidi, che ne rendono difficile l’uscita e il prezzo su base regolare.

Come per qualsiasi investimento, il potenziale per un rendimento più elevato comporta anche un rischio maggiore. Rimane quindi essenziale affidarsi a un esperto, che sappia costruire una strategia di investimento adeguata al proprio profilo.

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