Il 2019 sarà un anno positivo per gli investitori?

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L’anno attualmente in corso sarà fondamentale per determinare gli equilibri economici e finanziari di lungo periodo, dopo un 2018 interlocutorio che ha visto la fine della lunga stagione di ampliamento degli indici borsistici dovuta alla fase monetaria espansiva del quantitative easing. La volatilità e la restrizione monetaria hanno dominato lo scenario fino alla fine dell’anno passato, prima che il ritorno in campo delle banche centrali aprisse nuove prospettive per gli investitori.

Certo, il ritorno in campo delle politiche di espansione monetaria, quasi che un “quantitative easing globale” fosse diventato il new normal nella conduzione finanziaria internazionale, è una notizia che può essere letta in diversi modi. Alcuni commentatori hanno visto nella mossa di Bce, Fed, Bank of Japan e People’s Bank of China una scelta obbligata; tuttavia, leggendo lo scenario in relazione a quanto si prospettava all’inizio dell’anno non c’è dubbio che nuove opportunità per gli investitori siano a portata di mano.

Come si legge sul blog di Moneyfarm,  la volatilità a cui abbiamo assistito, soprattutto nella parte finale dell’anno, ha abbassato le valutazioni nei mercati sviluppati di circa il 25%. Le valutazioni riflettono la relazione tra i risultati economici delle aziende e il prezzo delle azioni, fornendo un’indicazione sul valore relativo dei titoli. Ovviamente quando si comprano azioni più a buon mercato si ottengono statisticamente rendimenti più alti nel lungo termine. Questo non vuol dire che agli investitori è garantito un rendimento sicuro, ma vuol dire che le valutazioni azionarie tendono a conformarsi alla loro media di lungo periodo: si tratta di una previsione che tende a diventare sempre più precisa man mano si allunga il periodo dell’investimento. Questa è senza dubbio una notizia positiva per chi avesse disponibilità per entrare sul mercato con un’ottica di lungo termine”.

Ottica di lungo termine significa necessità di programmazione strategica. E proprio a questa necessità la giovane e dinamica start-up ripetutamente premiata come miglior piattaforma di risparmio gestito italiana ha provato a rispondere nelle ultime settimane. L’11 febbraio scorso Moneyfarm ha presentato a Milano il suo piano d’azione, riassunto in un documento open source dedicato al processo di asset allocation strategico (AAS). Tale documento consiste in una dettagliata analisi del contesto economico e finanziario internazionale a cui fa seguito un’ampia riflessione sul tema della volatilità, determinante cruciale dell’evoluzione degli scenari globali. La volatilità è una caratteristica intrinsecamente presente nell’analisi del sistema finanziario, ma nei periodi di maggiore instabilità essa evolve concentrandosi sugli asset caratterizzati da un livello di sicurezza inferiore.

Nella sua analisi della volatilità, Moneyfarm distingue dunque tra i vari tipi di asset. Il 2019, secondo le analisi, sembra essere connotato da una decrescita netta del grado di volatilità per quanto riguarda i settori che nel 2018 erano stati da essa più colpita. I listini azionari dei Paesi emergenti vedranno la loro volatilità scendere sotto il 20% di oscillazione, le materie prime e le azioni dei mercati più avanzati sotto il 15. Un grado di volatilità crescente caratterizzerà invece i bond governativi dei Paesi dell’Eurozona e di quelli extra-Ue indicizzati all’inflazione, così come i bond high yeld a carattere speculativo.

Da questa analisi Moneyfarm fa seguire la sua strategia di costruzione portafoglio che ha il suo punto di forza nella sua natura di processo incentrato sulle necessità del cliente. “Il punto di partenza della filosofia Moneyfarm”, si legge nel documento a pagina 26, “è la Moderna Teoria di Portafoglio. La teoria elaborata da Harry M. Markowitz negli anni Cinquanta ha il merito di aver pensato alla costruzione di un portafoglio in maniera scientifica, guardando a esso come a una combinazione ottimale (nel senso matematico di soluzione di un problema di ottimizzazione) di asset class, dati determinati obiettivi (massimizzare il ritorno aggiustato per il rischio) e alcuni vincoli. Ha avuto inoltre il merito di inserire il concetto di diversificazione (da un punto di vista quantitativo) all’interno dei processi di investimento, in una formulazione piuttosto elegante dal punto di vista logico-matematico”. Nel caso Moneyfarm, la strategia mira alla costruzione di portafogli basati su livelli di volatilità attesa che vanno dal 2% al 12% annualizzato, in modo tale da massimizzare il rendimento entro un livello di rischio ben gestibile. Un esempio di come muoversi in maniera strategica nella finanza contemporanea con un’ottica di lungo periodo, più che mai necessaria dato il contesto odierno.

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