Record fondi nei conti correnti, i risparmi italiani a rischio svalutazione

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A maggio i depositi complessivi sui conti correnti italiani sono cresciuti del 3,5% toccando la quota di 1.400 miliardi di euro, una cifra considerevole che fa il pari con la diminuzione dei Btp detenuti da banche italiane, scesi da 394,7 a 391,5 miliardi.

L’elevata propensione al risparmio degli italiani ha sicuramente un risvolto virtuoso e, specie tramite la conversione in capitale immobile, è stato un punto di forza del sistema Paese negli anni di crisi. Tra le pieghe, tuttavia, si intravedono le problematiche legate alla ridotta apertura agli investimenti che è indice della ridotta cultura finanziaria della nostra economia.

I miliardi che rimangono silenti nei conti correnti sono, in prospettiva, facili vittime dell’inflazione e, in larga parte, sottratti ad investimenti produttivi e proficui capaci di generare valore.

Da un punto di vista della finanza personale, la scelta di non investire, anche se può sembrare una decisione confortevole che mette il proprio risparmio al sicuro dal rischio di mercato, è in realtà una decisione molto forte che condanna i capitali a deprezzarsi a causa dell’inflazione.

Una tassa occulta da più di 10 miliardi

Si tratta di barattare una situazione incerta, con un rischio invece certe. Si pensi solo con il livello di inflazione attuale (1%) ogni anni si brucianopiù di 10 miliardi di valore di questo stock di ricchezza e la cifra è destinata ad aumentare se si considera l’effetto di composizione nel medio-lungo termine. Se questa cifra è rilevante con livelli di inflazione all’1%, ancor di più lo diventerebbe se la Bce raggiungesse il proprio target di crescita dei prezzi intorno al 2%.

La decisione di lasciare i risparmi sul conto corrente è spesso deviata da una scorretta considerazione del fattore rischio. Al giorno d’oggi non mancano le realtà innovative, come Moneyfarm, che utilizzano la tecnologia per costruire portafogli d’investimento cuciti intorno alla propensione al rischio dell’investitore. Punti di riferimento fondamentali per dare profondità alle nostre prospettive di investimento. Per le quali la materia prima, il risparmio, non è affatto mancante.

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1 COMMENT

  1. Il record dei conti correnti è dovuto all’oggligo imposto dallo Stato per i pagamenti degli stipendi e delle pensioni oltre alle altre transazioni eletroniche obbligatorie non è certo per “amore e fiducia” nel sistama bancario Italiano. Le Banche, a mio avviso, hanno dimostrato tutto il fallimento nel gestire il patrimonio dei risparmiatori e poca accortezza con gli “speculatori”. Attualmente credo che tutti sarebbero ben felici di tornare al contante e liberarsi del “cappio bancario” che, in mille modi e con varie scure, preleva risorse dai conti correnti.

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